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Gli impedimenti canonici

L’impedimento canonico è una legge, che, in virtù di una specifica situazione di fatto, rende una persona inabile a contrarre matrimonio. Gli impedimenti matrimoniali sono in tutto dodici, e sono tali pertanto esclusivamente nei limiti delineati dalla legge canonica. Non c’è pertanto possibilità di estendere l’impedimento ad altre leggi che non rientrino nell’elenco tassativo suddetto. In buona sostanza appare chiaro che gli impedimenti sono norme che restringono il libero esercizio di uno dei diritti fondamentali della persona umana: il diritto al matrimonio. Va tuttavia precisato che il can. 1058 afferma che tutti possono contrarre matrimonio a meno che non sia proibito dal diritto. Il diritto naturale, o positivo, può dunque proibire il matrimonio in caso concreto a qualche persona determinata. Posto inoltre che per la chiesa il matrimonio è un negozio pubblico, e come tale ha rilevanza sociale, il legislatore ecclesiastico ha ritenuto di intervenire sul nascente matrimonio, non solo emanando delle solennità giuridiche che regolano il modo concreto dello scambio di volontà e quindi dell’inizio del consortium coniugale, ma stabilendo delle leggi che impediscono il libero esercizio del diritto al matrimonio. I soggetti passivi degli impedimenti sono “tutti i battezzati nella Chiesa Cattolica o in essa accolti”.
1 Impedimento di affinità
2 Impedimento di consanguineità
3 Impedimento di crimine
4 Impedimento di disparità di culto
5 Impedimento di età
6 Impedimento di ordine sacro
7 Impedimento di parentela legale
8 Impedimento di pubblica onestà
9 Impedimento di ratto
10 Impedimento di vincolo
11 Impedimento di voto
12 L’impedimento di impotenza