Lock

L’impedimento di impotenza

Stampa

L’impedimento di impotenza è stato dettagliatamente descritto dal legislatore, in modo che non qualsiasi impotenza viene considerata come supporto dell’impedimento, ma soltanto quella che ha le caratteristiche fissate nella legge canonica.

L’impotenza deve essere innanzitutto antecedente al matrimonio e perpetua. Il termine “antecedente” indica che l’impotenza deve esistere prima o nel momento di contrarre matrimonio. Non un attimo dopo. Quindi se immediatamente dopo lo scambio delle volontà, una delle parti diventa impotente (ad esempio a causa di un trauma), il matrimonio è valido, benché magari possa essere sciolto per la causa della “non consumazione”.

Il termine “perpetua” comporta una distinzione tra impotenza guaribile ed inguaribile. La perpetuità ha inoltre un significato canonico ben specifico.

  • quando non può cessare assolutamente;
  • Quando può cessare, ma solo mediante qualche mezzo illecito o straordinario.
Il primo mezzo sarebbe opposto alla morale. Il secondo si riferisce all’intervento chirurgico o ad altre cure gravemente rischiose per la vita o per la salute. Per il medico invece un soggetto è affetto da impotenza perpetua soltanto quando questa non può essere recuperata neppure usando tutti i ricorsi della medicina, anche quelli che comportano pericolo di vita. L’impotenza inoltre può essere sia assoluta che relativa.

L’impotenza assoluta è quella che interessa la persona in maniera tale che la rende impossibilitata ad avere l’atto coniugale con qualsiasi persona di sesso opposto. Il matrimonio tuttavia ha luogo tra due persone determinate e perciò anche sotto questo aspetto gli atti coniugali rientrano nella categoria di relazioni veramente interpersonali. Un soggetto dunque, che assolutamente parlando è “potente”, cioè è capace di avere rapporti intimi con altre persone di sesso opposto, può non esserlo relativamente per quanto riguarda la persona concreta del suo “partner”. E ciò può avvenire per ragioni non solo di incompatibilità anatomica degli organi riproduttivi maschile e/o femminile, ma anche per ragioni di origine psichica (è il caso della c.d. “inibizione”).

Torna all'indice degli impedimenti canonici