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Simulazione (o esclusione)

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Simulazione o esclusione (il coniuge ritiene a priori di divorziare in un prossimo futuro)

Se una o entrambe le parti escludono con un positivo atto di volontà lo stesso matrimonio ovvero qualche elemento essenziale o proprietà del matrimonio contraggono invalidamente.

La simulazione è uno dei capi più frequenti di nullità matrimoniale e riguarda:
  • l’esclusione del sacramento o indissolubilità;
  • l’esclusione della prole;
  • l’esclusione dell’unità. Nel momento del consenso la parte finge di volere contrarre un matrimonio indissolubile ovvero ordinato alla procreazione ovvero ordinato all’esclusività di vita comune con una sola persona.

    Quando si esclude l’indissolubilità la parte nello sposarsi ammette dentro di se la possibilità di divorziare qualora la vita coniugale dovesse fallire, ovvero esclude di avere a priori una prole, ovvero concepisce il matrimonio non come esclusività di rapporto con una sola persona bensì concepisce ad.es. relazioni adulterine.

    Tutti questi elementi sono ovviamente in contrasto con le sostanziali caratteristiche del matrimonio e dunque comportano la nullità dello stesso. La prova della simulazione è relativamente semplice e viene fornita direttamente da parenti amici e conoscenti del coniuge che in tempo di fidanzamento abbiano sentito da questa persona affermazioni chiare e precise circa una sua volontà di ammettere il divorzio, ovvero di escludere la prole da un futuro matrimonio, ovvero infine di consentire relazioni adulterine in costanza di matrimonio.

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