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Tribunale della Rota Romana

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Rotae Romanae Tribunal

Il Tribunale Apostolico della Rota Romana è il Tribunale d'appello della Santa Sede e il secondo più alto Tribunale ecclesiastico nella Chiesa Cattolica Romana. La Chiesa Cattolica Romana ha un sistema giuridico completo, che è il più antico ed uno dei più avanzati sistemi giuridici in uso ancora oggi. Questo Tribunale è chiamato Rota (ruota) perché i giudici, chiamati “uditori”, originariamente si riunivano in una stanza rotonda per giudicare in merito ai casi. La Rota giudica i casi in un collegio chiamato “turno” di tre uditori assegnati dal Decano del Tribunale. Il Papa nomina gli uditori del Tribunale Apostolico della Rota Romana, le cui decisioni sono scritte in latino, e designa anche il Decano del Tribunale. Il Decano attuale della Rota Romana è SER Mons. Antoni Stankiewicz, che svolge questo incarico dal 31 gennaio 2004. La funzione principale della Rota è quella di una terza istanza di appello e sono devolute alla suddetta le decisioni dei Tribunali di grado inferiore se il Tribunale di prima istanza e il giudice di appello non sono d'accordo sul risultato di un caso. E’ anche Tribunale facoltativo di appello in secondo grado quando una delle parti ne fa richiesta. La maggior parte dei processi rotali sono di annullamento matrimoniale. In alcuni casi, la Rota ha competenza esclusiva originale, come ogni caso di contenzioso in cui un vescovo è un imputato. Se una decisione rotale è ancora appellabile, l'appello è assegnato a un Turno diverso della Rota. La Rota è la più alta corte d'appello, ma non è la più alta corte. Se la Rota agisce erroneamente, le decisioni della stessa possono essere devolute alla Segnatura Apostolica, il più alto Tribunale della Chiesa Cattolica Romana al di fuori del Papa stesso. La Rota, come qualsiasi altro giudice, deve interpretare e applicare la legge. Nel caso di leggi universali (come il Codice di Diritto Canonico), l'interprete autentico è il Papa, che di solito delega tale potere al Pontificio Consiglio per l'Interpretazione dei Testi Legislativi della Curia Romana. Il giudice è tenuto ad applicare le interpretazioni in tal senso.